Premessa
Xen è un sistema di virtualizzazione free ed OpenSource che permette di operare in tutti e tre i metodi possibili di virtualizzazione:
- full virtualization: se la CPU server ospitante non permette di operare in modalità hardware (come VMWare)
- hardware virtualization: se la CPU server ospitante permette di operare in modalità hardware (come KVM)
- paravirtualization: modalità caratteristica di xen in cui il kernel della VM è conscio di essere utilizzato su un ambiente XEN (solo per VM Linux)
Per ulteriori dettagli sui metodi di virtualizzazione potete fare riferimento a questo articolo.
XEN (ribattezzato recentemente XENsource per meglio far capire di cosa si tratta) è il pacchetto che sta alla base dei sistemi “installa e usa” Xenserver e XCP. Questi ultimi permettono di installare su un hardware fisico un intero sistema di virtualizzazione dotato di Kernel Linux, XEN e API di gestione. La differenza tra Xenserver e XCP è che Xenserver è la versione “commerciale” dotata di client Windows per la gestione, mentre XCP è la versione “di sviluppo” completamente Open, un po’ ciò che avviene con Fedora e RedHat.
In qualsiasi caso sia Xenserver, sia XCP implementano una versione di XEN(source) non proprio recentissima, pertanto può essere interessante utilizzare la versione 4.0.1 che introduce novità molto interessanti, tra cui la mia preferita è la reale High Availability. In pratica, con XEN 4.0 è possibile utilizzare la modalita “Remus” per avere la stessa VM (con i dischi in un datastore condiviso) presente contemporaneamente su più server fisici: su un server è “online”, mentre sugli altri è “paused”. In caso di blocco del server “online” la VM viene immediatamente attivata su un altro server mantenendo congruo lo stato della RAM e dei buffer virtuali.
Purtroppo XEN ha immeritatamente risentito della spinta che le primcipali distribuzioni stanno dando a KVM come Hypervisor di default, per cui l’installazione di un server XEN può essere problematica se si va per tentativi.
Dalle prove che ho fatto, il metodo più semplice per installare XEN è partire dalla distribuzione Debian 6.0.1 a 64 bit. Per quanto personalmente non sia un fanatico di Debian, devo dire che questa volta sono stato piacevolmente sorpreso dalla facilità con cui si porta a termine il lavoro.
Installazione
Procediamo innanzi tutto con l’installazione base di Debian 6.0.1 abilitando solo il pacchetto Openssh server
Una volta terminata l’installazione del sistema operativo di base e riavviato il server, procediamo con l’installazione dei pacchetti necessari con:
apt-get install ntp sudo xen-hypervisor-4.0-amd64 linux-image-xen-amd64 xen-qemu-dm-4.0
L’ultimo pacchetto è opzionale e permette di attivare la modalità full/hardware virtualization, utile nel caso in cui si volessero ospitare VM non compatibili con Xen (Windows, ecc.).
L’unica cosa che il sistema si installazione non fa per bene è la configurazione grub; ecco pertanto cosa fare: la prima linea permette di ordinare correttamente il menu di avvio, le successive disattivano l’OS prober per non appesantire inutilmente il menu di avvio (e creare possibili confusioni); l’ultima riga aggiorna la configurazione del bootloader grub.
mv -i /etc/grub.d/10_linux /etc/grub.d/50_linux echo "" >> /etc/default/grub echo "# Disable OS prober to prevent virtual machines on logical volumes from appearing in the boot menu." >> /etc/default/grub echo "GRUB_DISABLE_OS_PROBER=true" >> /etc/default/grub update-grub2
A questo punto il server è pressochè ultimato: è sufficiente un riavvio per essere operativi.
Riguardo la configurazione Xen, due sono le modifiche che consiglio rispetto alla configurazione di default:
/etc/default/xendomains
XENDOMAINS_RESTORE=false
XENDOMAINS_SAVE=""
/etc/xen/xend-config.sxp
(network-script 'network-bridge antispoof=yes')
(xend-relocation-port 8002)
(xend-relocation-address '')
La prima disattiva la (non molto funzionante) funzionalità di backup e restore dello stato delle VM, la seconda serie attiva la funzionalità antisproofing sull’interfaccia bridge per garantire che le interfacce di rete virtuali siano isolate tra di loro e abilita le funzionalità necessarie per migrare le VM tra più server Xen.
[...] Installazione di Xen 4.0.1 su Debian 6.0.1 [...]
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[...] e 192.168.255.2 (xen2) con una installazione standard di Debian e Xen secondo quanto spiegato in questo precedente articolo. Inoltre, su entrambi i server, dovrà essere creato un Volume Group LVM chiamato “vg” [...]