mag 042011
 

E’ notizia della scorsa settimana che APNIC (l’equivalente del RIPE per l’Asia) ha iniziato ad utilizzare l’ultimo blocco di indirizzi IPv4 a lei assegnati: dopo numerosi avvertimenti riguardo la fine degli indirizzi IPv4, questo è il primo evento tangibile che lo switch a IPv6 è sempre più imminente.

Si parla sempre molto di IPv6, ma pochi sanno effettivamente come funziona. Innanzi tutto, IPv6 è un piano di indirizzamento analogo ad IPv4, solo molto più vasto, ed i due piani di indirizzamento possono tranquillamente coesistere. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che è possibile configurare i propri apparati in Dual Stack: in pratica un router o un server in Internet può utilizzare tranquillamente contemporaneamente un indirizzo IPv4 ed un indirizzo IPv6, ed avrà, analogamente, una default route IPv4 ed una default route IPv6.

Con una simile configurazione, quindi, l’endpoint comunicherà attraverso IPv4 quando viene raggiunto da un computer che utilizza IPv4 e comunicherà attravero IPv6 quando viene raggiunto da un computer che utilizza IPv6. Nel tragitto opposto, se è quindi il nostro computer che ha entrambi i piani di indirizzamento configurati che inizia la comunicazione con un altro dispositivo, sarà privilegiata la comunicazione in IPv6 e, in caso di non funzionamento, si andrà su IPv4.

Nel momento in cui acquistiamo banda Internet, sarà il nostro fornitore di connettività che ci dovrà assegnare gli indirizzi IPv6, al pari degli indirizzi IPv4… a meno di essere un Autonomous System che quindi ha le proprie classi IPv4 ed IPv6 e le annuncierà attraverso i propri peers; è proprio qui il problema in Italia: in entrambi i casi è necessario che chi ci fornisce connettività abbia piena compatibilità con IPv6, altrimenti le nostre macchine non saranno contattabili dall’esterno e poco si può fare.

Quindi, finchè i maggiori ISP Italiani non si attrezzano con IPv6, poco si può fare… ma nemmeno restare immobili!

I tunnel 6to4 sono una semplice tecnica che consente di creare un tunnel (che quindi non appesantisce le comunicazioni aggiungendo gli overhead delle VPN) su IPv4 per ruotare traffico IPv6. In pratica, se non ho un collegamento diretto con un fornitore di connettività IPv6, posso creare un tunnel su IPv4 ed avere comunque (con le ovvie limitazioni legate all’ampiezza di banda) un set di indirizzi IPv6 funzionanti.

Il posto giusto dove richiedere un tunnel 6to4 è su SixXS. Sono disponibili due diversi tipi di tunnel: i tunnel statici, ideali per server, ove si ha a disposizione un router con indirizzo IPv4 “fisso”, e tunnel dinamici attraverso l’utility AICCU da utilizzare per attivare IPv6 solo quando necessario, ad esempio nel caso di una rete domestica che non è sempre collegata ad Internet con un IP statico. Informazioni su come configurare un tunnel 6to4 sono disponibili direttamente sul sito di SixXS.

A dire il vero, un aiuto alla diffusione di IPv6 arriva da Apple che mette a disposizione gratuitamente un tunnel IPv4 su IPv6 per i possessori di Airport. Difatti attraverso il programma Utility AirPort, andando in Avanzate – IPv6 è possibile configurare automaticamente un Tunnel IPv6 e propagare i settaggi di IPv6 alla rete locale.

 

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