nov 282011
 

Ebbene si, dopo qualche mese di latitanza nel mettere le mani sul mio smartphone, ho deciso che era ora di aggiornare il mio telefono.
Chi mi segue sul blog, ha letto del mio precedente articolo sulla Darky’s 10.1 che ho installato e con la quale mi sono trovato niente male. Darky’s sta procedendo nel suo lavoro ed è stata rilasciata la versione stabile 10.2.2 e sarei molto tentato di provarla. Oltretutto sta lavorando alla versione basata sul nuovo Android Ice Cream Sandwich che è appena giunta alla beta1 e che, da ciò vedo nei primi video postati su YouTube, rende il telefono particolarmente reattivo.
Con una vena masochistica in quanto con Darky’s mi sono sempre trovato bene, ho deciso di provare qualcosa di diverso e mi sono lasciato tentare dalla rom Miui.

Installazione
L’installazione di Miui avviene attraverso il Recovery Mode del telefono: è sufficiente quindi copiare il file Zip con la rom e il language pack, riavviare in Recovery Mode (Volume Su + tasto home), cancellare i dati personali, la cache e dalvik (in Advanced) e installare i due zip. L’operazione è semplicissima, quindi.
L’unica “difficoltà” che ho riscontrato è stato un problema di continui riavvi in fase di installazione causato dalla presenza di sdcard e sim. Una volta levate le due schede, l’installazione è terminata senza problemi.

Prime impressioni
Sapevo ciò a cui andavo incontro: una ROM molto curata graficamente che assomiglia molto ad iOS. Niente da dire: graficamente è mozzafiato, il telefono è molto più veloce e reattivo e la facilità d’uso è migliorata notevolmente.
Non ho rilevato alcun bugfix tra quelli più volte trovati nei forum: la radio funziona, la fotocamera pure, la scheda SD esterna viene vista senza problemi.
L’aggiornamento della ROM avviene attraverso una applicazione dedicata con cadenza settimanale (ogni venerdì).
E’ presente un gestore temi con la possibilità di scaricare ed installare i temi online.
La versione installata è la 1.11.25 ed è basata sul kernel linux 2.6.35 e Android 2.3.7

giu 072011
 

Dopo qualche giorno dall’installazione della Darky’s 10.1, mi sono reso conto che c’era un “piccolo” problema; il Galaxy S non è certo un apparecchio parsimonioso nell’uso della batteria, però il consumo era davvero divenuto esagerato: farsi fuori una batteria carica in 3-4 ore forse è un po’ troppo.

Dopo qualche ricerca mi sono reso conto che il mio telefono era affetto dal cosidetto “Android Bug”: per capire a cosa mi riferisco, andate in “impostazioni” -> “Applicazioni” -> “Uso batteria”: se la voce “Sistema Operativo Android” (Android OS in inglese) è particolarmente alta – la mia era al 56% – , anche il vostro telefono è affetto dal bug.

Cosa fare per non essere costretti a viaggiare con un pacco di batterie in borsa?

Innanzi tutto, bisogna ripetere l’operazione di flash del telefono partendo dalla rom Ficeto standard come spiegato in questo articolo. Quindi, al termine dell’operazione di flash, installiamo subito l’applicazione “Titanium Backup”.
Attraverso questa applicazione, cancelliamo due applicazioni standard “incriminate”: Samsung Account e Software Update e riavviamo. A questo punto possiamo procedere al ripristino di tutte le applicazioni con Titanium Backup, ma non procediamo al ripristino completo: scegliamo solo le applicazioni necessarie in modo da escludere eventuali file del vecchio sistema Android non più necessari.

Ultimo trucchetto: abilitate e disabilitate per tre volte consecutive la modalità aereo. Così facendo l’applicazione “Standby Cella” consumerà un po’ di meno. Inoltre andate in “Impostazione” -> “Wireless e rete” -> “Impostazioni Wi-Fi”. Premete il tasto “Menu” e scegliete “Avanzate”. Come “Criterio modalità sospensione Wi-Fi” scegliete “Mai”.

Ovviamente restano validi tutti i trucchi “standard” per consumare meno: disabilitare l’aggiornamento automatico delle applicazioni via rete, disabilitare le animazioni (scegliendo “alcune” rimarrà comunque funzionante l’animazione di spegnimento dello schermo), abbassare la luminosità dello schermo o metterla in automatico.

giu 012011
 

Finalmente mi sono deciso: è da circa una settimana che è uscita la versione ufficiale della mia ROM preferita per il Galaxy S basata su Android 2.3.3 Gingerbred e procedere all’update del mio smartphone era diventata una questione di principio.
In passato avevo provaro la versione beta di questa ROM e, francamente, non mi sono trovato splendidamente per cui sono tornato alla versione 9.3 che soddisfava appieno le mie esigenze. Ammetto di essere stato combattuto sul procedere o meno all’update, però visto che oramai la maggior parte degli Android ha la possibilità di avere installato Gingerbread, penso che sia giunto il momento di fare il salto in maniera definitiva, adattandomi ad eventuali modifiche che possono “sconvolgere” le mie abitudini.

Operazioni prelimiari

Bene, voglio mettermi al sicuro da eventuali problemi: avendo già il telefono con Darky’s 9.3, riavvio in Recovery Mode e lancio un bel backup a basso livello, una sorta di “Disaster Recovery”.
Successivamente eseguo un bel backup dei dati e delle applicazioni con Titanium Backup in modo da non dover reinstallare tutto il mio ambiente.

Ora che mi sono messo al coperto da eventuali disastri, riavvio di nuovo il telefono in recovery mode e disabilito il Lagfix: è una operazione lunga ma necessaria in quanto il filesystem EXT4 non è compatibile con la ROM “provvisoria” che installeremo, per cui bisogna tornare provvisoriamente al lentissimo RFS di Samsung.

Installazione della ROM Gingerbread Default

A questo punto procediamo all’installazione della ROM Gingerbread di default attraverso Odin. Scarichiamo questo pacchetto che contiene tutto ciò che ci serve per il flash del telefono. Apriamo Odin, scegliamo il file PIT incluso nel pacchetto e come PDA scegliamo il file tar incluso nel pacchetto. Verifichiamo che sia selezionata l’opzione di Re-Partition, riavviamo il telefono in Download Mode e colleghimaolo al PC: dopo qualche secondo, il primo quardatone diventerà giallo e premiamo “Start” per flashare il telefono.

Il mio consiglio è di eseguire questa operazione con la batteria completamente carica e mantenendo il telefono collegato all’alimentazione USB: al primo avvio Android esegue la taratura dei sensori, compreso il livello di carica della batteria.

Al termine dell’operazione il nostro telefono avrà Gingerbread standard con il solo rootkit attivo. Il primo avvio è, come al solito molto lento.

Installazione di Darky’s ROM 10.1

Ora arriva il bello: scarichiamo questo pacchetto e copiamolo all’interno della memoria SDCard interna del telefono; riavviamo il telefono in Recovery Mode e scegliamo di installare il pacchetto zip dalla SDCard. Il prcesso di installazione dura qualche minuto.

Al termine scegliamo la voce Voodoo per riabilitare il lagfix e, dopo qualche minuto, il telefono si riavvierà e avremo la nostra nuova Dark’s installata e funzionante.

Prime impressioni

L’animazione all’avvio è quella del Samsung Galaxy S II: mi sento come uno che mette un alettone da Formula 1 su una Fiat 500.

Ho la mia tasstiera Swype!

La velocità sembra buona, niente da dire il team di Darky’s è una garanzia sotto questo punto di vista.

Particolari differenze sul funzionamento non ne trovo, non mi devo adattare a nulla.

Molto, molto bene!

mar 282011
 

Dopo i precedenti articoli sulla modifica della rom del Galaxy S, ero arrivato ad una conclusione: la ROM Gingerberad 2.3.2 “Vanilla” non mi aveva soddisfatto, molto meglio la versione custom Darky’s 9.3 basata invece sul caro e vecchio Froyo.

Nel frattempo è stata rilasciata una nuova Stable della Darky’s (v.9.4) che dovrebbe aumentare ulteriormente il feedback con il telefono, però nel frattempo Darky’s sta lavorando a quella che sarà la versione 10 della sua ROM che è basata su Gingerbread.

Bene, ci riprovo, ben conscio che la procedura comporterà la perdita completa di tutti i dati presenti nel telefono.

Download delle ROM

Si, plurale. Per installare Darky’s 10, bisogna partire dalla ROM 2.3.2, poi installare il kernel supercurio e solo successivamente andremo ad installare la versione Darky’s che è possibile scaricare da qui.

Innanzi tutto, quindi, procedere all’installazione dei GingerBread con il pit 512 come descritto nel precedente articolo.

A questo punto, una volta riavviato il telefono, avrete installato la stock version di GingerBread.

Installazione di Darky’s 10

Innanzi tutto andiamo in “impostazioni” e modifichiamo l’impostazione USB per usare il telefono come periferica di archiviazione di massa e copiamo la Darky’s ROM 10 all’interno della memoria interna.

Quindi spegnamo nuovamente il telefono e rientriamo in “download mode”.

Riapriamo Odin e in PDA scegliamo il kernel supercurio scaricato precedentemente, deselezioniamo l’opzione “Auto Reboot” e “Re-Partition”, collegiamo l’USB e avviamo il nuovo update. Questa operazione ci serve solo per poter avviare il telefono in “Recovery Mode”, possibilità non attiva sul GingerBread Stock.

Inoltre bisogna cancellare il contenuto della directory darky’s, pena numerosi blocchi al primo avvio (se avevate attivato precedentemente il circulary battery).

Una volta ultimato l’upload, scolleghiamo il cavo USB, leviamo la batteria per qualche secondo e riavviamo il telefono in “Recovery Mode” premendo contemporaneamente “Volume-Su, Home e Power” per un paio di secondi.

Dal menu del Recovery Mode, scegliamo di installare un file zip dalla scheda SD e scegliamo il Darky’s Rom 10.

Una volta completata la procedura di installazione, entriami nel menu “Vodoo Lagfix” e verifichiamo di aver abilitato il lagfix; quindi scegliamo l’opzione di riavvio telefono e attendiamo qualche minuto.

L’operazione di installazione è così ultimata.

Prime Impressioni

Il firmware di base è stabile ed consuma ancora meno del 9.3, però molte sono le cose che non funzionano. Ci si accorge subito che termina con un errore fatale YouTube in quanto Darky’s installa automaticamente un widget; stessa sorte per la mia tastiera Swype. Inoltre il widget del controllo energetico è vuoto e se tento un riavvio in modalità “recovery” il telefono non riparte e necessita di un hard-reset. In sostanza, a mio avviso si tratta di una ROM ancora troppo “beta” per l’utilizzo di tutti i giorni, per cui ritorno a Froyo con la 9.4 stabile e attenderò il rilascio della release 10 stable.

mar 052011
 

Dopo aver installato Gingerbread beta di Samsung e, diciamo così, non aver trovato il giusto feeling, ci riprovo con la Darky’s ROM. Trattasi di una ROM di un team di sviluppo esterno a Samsung che è basata su Android 2.2 Froyo ma incorpora già alcune migliorie introdotte con Gingerbread.

Al momento in cui scrivo questo articolo, la versione corrente della ROM è la 9.3 che sarebbe installabile usando direttamente il ROM Manager, però da quando ho installato Gingerbread tale applicazione è inutilizzabile in quanto il sistema non è più rootato, per cui è necessario agire in maniera alternativa.
Darky ha pensato a me :-) e ha rilasciato una ROM basata sulla versione 9.2 installabile attraverso Odin.

La procedura di installazione

- ho scaricato sia la versione 9.2 Resurrection, sia la 9.3 Extreme
- ho installato attraverso Odin la 9.2 Resurrection base e atteso il riavvio (molto simpatico il fatto che mentre esegue le operazioni di installazione, una voce metallica stile computer dei film di fantascienza ci informa sullo stato)
- ho installato attraverso il Market l’APP il Darky ROM ed esegito tutte le configurazioni necessarie, scegliendo anche il Wipe del device
- ho uploadato la versione 9.3 Extreme sulla SD interna e riavviato il telefono in modalità recovery
- ho richiesto l’installazione del file zip

Prime impressioni

Notevole! Ora il telefono va davvero veloce, molto più performante rispetto al firmware 2.2.1 di Samsung con il Lag Fix.
Sono ritornato ad avere la tastiera Swype a cui mi ero abituato, il che mi rende molto felice.
Dal punto di vista estetico il telefono ha una grafica molto tecnologica, niente di sconvolgente ma è il prezzo da pagare per avere una buona velocità con consumi accettabili.